Quando si arriva a celebrare cento anni di storia, è inevitabile fermarsi un momento a guardare indietro.
Come Capogruppo, sento innanzitutto il dovere di ricordare chi ci ha preceduto.
Gli Alpini che hanno fondato il Gruppo, quelli che lo hanno ricostruito dopo la guerra, quelli che hanno dedicato anni della propria vita alla nostra Associazione e tutti coloro che, con il loro impegno, hanno fatto sì che il Gruppo Alpini di Prato arrivasse fino a noi.
Quando sono entrato a far parte del Consiglio del Gruppo, nel 2002, non avrei mai immaginato che un giorno avrei avuto l’onore e la responsabilità di guidarlo proprio nel suo centenario.
Essere Capogruppo significa rappresentare il Gruppo nel presente, ma anche sentirsi custodi di una storia che appartiene a tutti gli Alpini che ci hanno preceduto.
Il centenario non è quindi soltanto una celebrazione.
È un’occasione per dire grazie.
Grazie a chi ha costruito il Gruppo, a chi lo ha fatto crescere, a chi ne ha difeso i valori e a tutti gli Alpini che, in questi cento anni, hanno saputo mantenere vivo quello spirito di amicizia e solidarietà che ancora oggi ci unisce.
Ma è anche un impegno verso il futuro.
Dobbiamo fare in modo che tra altri cento anni qualcuno possa ancora raccontare la storia del Gruppo Alpini di Prato, ricordando le persone che ne hanno fatto parte e riconoscendo nei loro gesti gli stessi valori che hanno accompagnato i nostri primi Alpini.
Cento anni sono un traguardo straordinario.
Ma soprattutto sono una responsabilità verso il futuro.
Con orgoglio e riconoscenza, celebriamo questi primi cento anni guardando avanti, con lo stesso spirito che ha accompagnato il Gruppo dal 1926.
Viva il Gruppo Alpini di Prato.
Viva gli Alpini.
Il Capogruppo
Giuseppe Broccolo
1926 – 2026
100 anni di storia. Un’unica grande famiglia alpina.