Salve a tutti, sono Giuseppe Broccolo, classe 77.

Qualche anno fa scelsi di svolgere il servizio di leva anziché il servizio civile. Anziché trascorrere un anno a pochi passi da casa mia e senza tanto sforzo ma soprattutto senza cambiare le mie abitudini di vita, decisi di affidarmi al destino e aspettare. Non me ne pentii..

Apprezzo e ammiro quelli che hanno svolto il servizio civile perché ci credevano davvero e non solo per “scansare” la naja, impegnandosi nel civile e ovunque ci fosse realmente bisogno di loro.

Il giorno che mi arrivo a casa la cartolina precetto può immaginare il mio stupore. Alpini!! Io che abito a 80 Km dalla spiaggia!!! Feci le valigie e partii.

Svolsi il mio servizio militare negli Alpini e ne sono fiero. Ho avuto l’onore di indossare quel Cappello Alpino, sinonimo di generosità, coraggio, solidarietà, lealtà, amore per la vita, che ne ha segnato la mia gioventù facendomi crescere, insegnandomi dei valori nella vita che non conoscevo. Io sono nato a Prato, qui l’amore e l’ammirazione per noi alpini non e paragonabile a quella dei paesi del nord Italia e prima di quel 3 Novembre 1998 (giorno in cui ebbe inizio la mia avventura nel corpo degli Alpini) gli Alpini li avevo visti solo in televisione associandoli a quel buffo cappello e al “grappino”. Luoghi comuni dalle mie parti ma non solo. Presto scoprii cosa significasse portare quel Cappello. Soprattutto cosa aveva significato.

In caserma a Belluno ci fecero vedere con quale onore si erano battuti chi prima di noi aveva indossato con onore quel Cappello nelle grandi guerre, lottando per la loro Patria, pagandone molto spesso il sacrificio con la morte. Da allora mi documentai e scoprii molte cose.

Io fortunatamente non ho mai sofferto né la fame né la sete, né ho mai fatto gesti eroici, ma se ce ne fosse stato bisogno avrei lottato con tutte le mie forze, cosi come hanno fatto in tanti prima di me.

Dopo la fine del servizio militare mi sono iscritto all’Associazione Nazionale Alpini, nel Gruppo di Prato, e quest’anno ne sono stato eletto consigliere.

Insieme dividiamo gli stessi valori e ideali che contraddistinguono tutti gli Alpini e d è proprio vero il detto: -sotto il cappello si trova sempre un fratello-.

Da quel novembre del 98 ho capito tante cose e molte cose sono cambiate. La naja obbligatoria praticamente non esiste più. Era una cosa ovvia, dovevamo uniformarci agli altri paesi.

Sara una perdita anche per il servizio civile e penso proprio che qualcuno ci rimetterà perché chi nella sua vita fa già del sociale continuerà a farlo nonostante che per un anno percepisca o no (lasciatemelo dire) quella miseria che gli viene offerta.

La gioventù moderna avrebbe bisogno di un po’ di vita militare. Purtroppo la maggior parte di questa gioventù trascorre la sua adolescenza a bighellonare vivendo nel menefreghismo più assoluto e i risultati si vedranno fra qualche anno. Certo, il militare come l’ho svolto io non ha niente a che vedere con quello di mio padre o di mio nonno ma quello che ha contraddistinto le nostre esperienze e il senso del dovere e il rispetto per i valori.

Spero ciononostante si riescano a tramandare quei valori per cui i nostri nonni hanno lottato e combattuto con tutte le loro forze fino alla loro fine cercando di offrire ai loro figli un mondo migliore dove crescere in pace. Quella pace per la quale non e più necessario un esercito di uomini che salvaguardino i nostri confini. Quella pace scritta col sangue di molti che hanno compiuto il loro dovere sulla scorta di una cartolina precetto e non di un assegno. Spero che quel sogno di pace per tutti i popoli si possa davvero realizzare un giorno.

Il mio servizio di leva quel giorno d’agosto si era concluso. Ormai ero un’ Alpino. Alpino per sempre…. perché si e Alpini per tutta la vita.

Giuseppe Broccolo – gennaio 2000