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Prato...la provincia moderna

Una citta che al fascino antico del centro storico offre l'alternativa del moderno quartiere degli affari e dell'arte contemporanea invitandovi a godere le attrattive ambientali del suo territorio che dai boschi dell'alta Val Bisenzio si estende fino alle dolci colline che incorniciano la citta e l'orizzonte Sud.
Prato si trova al centro dell'area settentrionale della Toscana, a pochi chilometri da Firenze e vicina alle maggiori citta d'arte della regione (Pistoia, Pisa, Lucca, Siena).
Di recente istituzione la Provincia di Prato si estende nella parte nord-orientale della Toscana per una superficie di circa 365 Kmq ed e composta da 7 comuni: Prato, Carmignano, Cantagallo, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio

mappa provincia
autostrada prato

Come raggiungere la città

La Provincia di Prato confina con le Provincie di Pistoia, Firenze e Bologna

Se venite in automobile:

La provincia di Prato e raggiungibile attraverso la A1 Milano - Napoli (conosciuta anche come Autostrada del sole ) e la A11 Firenze - Pisa Nord.


Prato e inoltre collegata da strade statali e provinciali a Firenze, Pistoia e Bologna.

La strada statale che collega Prato alla provincia di Bologna (comune di Castiglione dei Pepoli) e la SS 325 che serve tutte le zone della Val di Bisenzio (comuni di Vaiano, Cantagallo e Vernio).

I caselli autostradali che incontrerete:

  • Prato Ovest : Il casello di Prato Ovest e situato sulla A11 Firenze-Pisa. Arrivando da ovest (quindi da Pisa , Lucca , Montecatini , Pistoia ) e il casello ottimale per raggiungere diverse zone di Prato, in particolare Prato Ovest, Prato Nord, il Comune di Montemurlo, e la Val di Bisenzio (Vernio, Vaiano e Cantagallo).

  • Prato Est : Il casello di Prato Est e situato sulla A11 Firenze-Pisa.. Arrivando da est (quindi da Firenze Ovest o dal raccordo con la A1 di Firenze Nord ) e il casello ottimale per raggiungere diverse zone di Prato, in particolare Prato Est, Prato Sud e la zona industriale del Macrolotto, Prato Nord, la Val di Bisenzio (Vernio, Vaiano e Cantagallo) e le zone del Montalbano (Poggio a Caiano e Carmignano).

  • Calenzano : Il casello di Calenzano e situato sulla A1 Milano-Napoli ed e in provincia di Firenze. Arrivando da nord (quindi da Bologna ) si puo uscire a questo casello per recarsi in alcune zone di Prato Est e Nord. Altrimenti occorre immettersi sul raccordo autostradale per la A11 a Firenze Nord (che dista solo 2 km da Calenzano) e uscire ad uno dei due caselli di Prato Est o Ovest.

Rete civica di Prato: http://www.po-net.prato.it/versoprato/

Societa autostrade- sito ufficiale: http://www.autostrade.it

Come muoversi in città

Per informazioni su come muoversi nella provincia di Prato in autobus, si consiglia di consultare il sito web della C.A.P. Autolinee Pratesi http://www.capautolinee.it ). Per raggiungere Prato da Firenze e possibile utilizzare autobus appartenenti al servizio fornito in collaborazione tra CAP e Lazzi ( http://www.lazzi.it ). (

Parcheggiare nel Comune di Prato

Per informazioni riguardanti i parcheggi all'interno del Comune di Prato, si consiglia di consultare il sito web del servizio Park & Bus , in collaborazione tra CAP, Prato Parcheggi e Comune di Prato ( http://www.capautolinee.it/parkbus.html )

(Fonte www.po-net.it )

Musei

 Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci"

 Museo Civico (in restauro)

 Palazzo comunale Quadreria

 Museo dell'Opera del Duomo

 Museo del tessuto

 Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza

 Parco Museo Quinto Martini

 Casa delle memorie di guerra per la pace

 Museo di Scienze Planetarie

 Museo Archeologico di Artimino

 Museo della vite e del vino

 Centro di Scienze Naturali

 Museo / Laboratorio di Terrigoli

 Museo della Badia di Vaiano

 Galleria degli Alberti

 Museo di Luicciana


Cenni storici sulla Città di Prato

Prato e conosciuta soprattutto per la lavorazione tessile laniera che sicuramente ha avuto, fina dal Medioevo, un ruolo importante per lo sviluppo economico e sociale dell'intero comprensorio e che ora con le sue moderne fabbriche e stata trasferita nella zona industriale. Ma dietro a questo aspetto la citta offre al turista attrattive storico-artistiche di grande rilievo, attraverso un itinerario che da Medioevo arriva all'avanguardia.

La storia della citta comincia di fatto con l'invasione dei Longobardi nel VI sec. d.C., che si stanziano nella Val di Bisenzio e nella zona di Montemurlo, anche se pare accertato che la zona fosse gia abitata nel paleolitico e in seguito da liguri, da etruschi (VII-V sec. a.C.) e infine romani, come testimoniano rispettivamente vari ritrovamenti nella zona di Galceti, l'area archeologica intorno ad Artimino e l'antico nome di pagus Cornius attestato per questi luoghi.

Il libero Comune

Nella seconda meta dell'XI sec. si riuniscono a formare la citta due nuclei abitativi distinti: il Borgo al Cornio, situato nella zona dell'attuale piazza Duomo, nei pressi del quale doveva gia esistere l'antica pieve di Santo Stefano e il castello di Pratum dei Conti Alberti, che sorgeva poco distante e che diede il nome alla citta.

La popolazione pratese si da una forma governativa autonoma: il Comune, affidata a consoli e podesta, eletti in carica per sei mesi.

Tra le fine del XII e l'inizio del XIII sec. vengono costruite in successione due cinte murarie a difesa del comune diventato importante per il commercio della lana. Nello stesso periodo Prato e al centro di accanite lotte di fazione tra guelfi e ghibellini e subisce la scomoda e invadente vicinanza di Firenze che ne determina anche la vita politica e istituzionale.

Nel XIV sec., a seguito di carestie ed epidemie, Prato subisce un radicale ridimensionamento demografico. Le famiglie piu abbienti, sopravvissute alla peste del 1348, hanno la possibilita di costruire ex-novo i palazzi.

Un avvenimento drammatico e il sacco del 1512 compiuto dalle truppe spagnole, accorse per restaurare la spodestata signoria medicea, che doveva servire di monito per la citta di Firenze.

La citta moderna

Nel 1653, con l'istituzione della diocesi, a Prato viene concesso il titolo di Citta, mentre sino ad allora era stata chiamata "Terra".
Se nel XVI e XVII sec. Prato vive un periodo di stasi, gia nel Settecento, con la politica economica del Granducato di Toscana retto dai Lorena, che facilita l'attivita tessile pratese, cominciano a delinearsi i presupposti della citta moderna.
Vengono soppresse le Corporazioni, ormai superate, e viene costituita la Camera di Commercio.
Nei primi decenni dell'Ottocento ha inizio la meccanizzazione dell'industria e nella seconda meta del secolo si sviluppa la tipica attivita locale della fabbricazione della lana rigenerata, ricavata dai residuati tessili. Questi prodotti conquistano i mercati mondiali ponendo le basi dello sviluppo successivo che ha permesso alla citta di conquistare l'attuale leadership nel settore.

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La Sacra Cintola

Una tradizione risalente al IV secolo riporta le prime notizie di una sacra cintura conservata a Bisanzio, che aveva avvolto il ventre della Madre di Dio.
Il termine Madre di Dio, al posto del nostro termine Madonna (Mea Domina, mia Signora) meglio esprime il tema della maternita cosmica che scaturisce dall'impatto dell'archetipo di Dio con le realta collegate alla ¨creazione della materia¨ apparentemente dal nulla: il ventre femminile e , in identita con questo, la terra.

A questi si aggiungono altri archetipi come quelli di oscurita-profondita, del tepore e dell'umidita, in una visione di solito ricollegata al mondo agricolo ma anche connessa con la precedente fase legata alla caccia e alla raccolta.
Questo lato dell'archetipo del ¨divino femminile¨ esprime una serie di pulsioni che possono essere definite come amore, protezione, comprensione per la vita che porta in grembo e che nascera a perpetuare la vita medesima.

Un aspetto del divino, quello femminile, che non a caso esplodera nel nostro basso medioevo, quando sulla spinta dei grandi rivolgimenti economico sociali che accompagnano la traumatica rivoluzione urbana, nasce il bisogno di una religiosita piu caritatevole, misericordiosa e in poche parole ¨materna¨, che si esprime nelle numerose raffigurazioni di Madonne con Bambino .
E non a caso Datini , il mercante che usa a scopo sociale le sue ricchezze, fondando la Casa Pia dei Ceppi o Ceppo de' Poveri, sin dall'inizio pone la sua istituzione sotto l'egida della Madonna (la Madonna del Ceppo dipinta da Filippo Lippi).

Il culto mariano, di grandissima rilevanza a Prato puo essere assunto come filtro interpretativo dell'intera storia cittadina con la Madonna del Ceppo come espressione del momento del sostegno, la Madonna della Cintola invece come espressione di indipendenza e autonomia, ma anche di difesa, la Madonna delle Carceri infine, espressione della crisi, che ormai attanaglia la citta.

In quest'ottica la Cintola e qualcosa di piu di una reliquia attorno alla quale si raccoglie la devozione del popolo di Prato, e il Palladio della citta. Il tentativo di furto della Cintola da parte di Musciattino e altri leggendari tentativi da parte dei pistoiesi sono della stessa tipologia di quello perpetrato a Troia da Ulisse e Aiace con il Palladio (l'immagine sacra di Pallade Atena ), solo che in quel caso il furto riusci, la citta perse la sua protezione divina e pote essere vinta.

Oltre che si mbolo legato al tessile, per l'intimo collegamento che troviamo gia in epoca arcaica fra la tessitura, strettamente connessa all'agricoltura e alla citta, e le divinita femminili piene di misericordia e amore, la cintura e pero anche il simbolo di un cerchio che protegge e lega e nel medioevo la sua imporLunedì 2 Guigno, 2008u importanti: le chiavi, la borsa dei denari, ma anche la spada.
Quando si ordinava un cavaliere gli si consegnava il vessillo con il suo stemma e lo si cingeva con il cingulum militare, la cintura con appesa la spada.

Avere come palladio della citta la cintura della Madonna assumeva quindi un valore molto importante: Prato affermava la propria indipendenza da ogni padrone e si dava in feudo a Nostra Signora. Corteggio storico in cui partecipano le citta piu importanti della Toscana.

immagine Sacra Cintola

La Fiera dell'8 Settembre

Il giorno dell'8 settembre, sacro a Maria, dal XIV secolo fu dedicato all'ostensione pubblica della Cintola: un complesso cerimoniale prevedeva l'uso di due chiavi per aprire la cassetta della reliquia, da parte dell'autorita religiosa e civile, a significare la doppia valenza di simbolo religioso e civico della reliquia stessa che, portata dalla Terrasanta da un giovane pratese nel 1141 dopo un avventuroso viaggio in mare, fu consegnata alla sua morte in dono alla citta.

Da allora questa non manco di dimostrare la sua forza taumaturgica, respingendo nel 1312 anche il tentativo di furto del pistoiese Musciattino, segnale della conflittualita con la vicina Pistoia, alla cui diocesi appartenne in antico la pieve.

Per la festa dell'8 settembre, la citta fin dal Duecento ospitava una fiera che durava tre giorni e richiamava una grande folla. Fin dalla vigilia cominciavano i tradizionali riti civili e religiosi: dopo il vespro si muoveva verso la cattedrale una grande processione, formata dal clero, i suonatori dei Comuni, le corporazioni artigiane, il gonfaloniere, il Podesta e altri magistrati, a cui si aggiunsero col tempo tre baldacchini con reliquie di S. Stefano, S.Anna e del legno della Croce.

Il momento culminante dell'intera festa divenne in seguito la cerimonia dell'esposizione della Sacra cintola, per molti anni ripetuta sino a tre volte lo stesso giorno e talvolta anche il giorno dopo per accontentare i numerosi fedeli.

Con gli anni questa festa non ha perso di importanza e tuttora al suo corteggio storico partecipano le citta piu importanti della Toscana.

Sintesi storica della tradizione tessile a Prato

XIII sec. Si sviluppa in citta e lungo la Val di Bisenzio la fabbricazione dei tessuti. I lanaioli pratesi si specializzano nell'impiego della lana e si dedicano all'Arte di Calimala (lavorazione per rendere i panni piu morbidi e belli).

XIV sec. I lanaioli pratesi, riuniti nella Corporazione dell'Arte della Lana, regolano la fabbricazione ed il commercio dei panni con degli Statuti, che via via aggiornano. Francesco di Marco Datini (1335-1410) da un grande impulso commerciale all'attivita tessile della citta. Attraverso la rete dei suoi fondaci (magazzini) i pannilani raggiungono vari paesi dell'Europa, mentre a Prato arrivano, sempre a mezzo della mercatura datiniana, lane pregiate e coloranti.

XV sec. Per effetto dello sviluppo commerciale avviato dal Datini e della consolidata perizia nella fabbricazione dei tessuti, Prato gode di un periodo fiorente e tranquillo. Le importanti opere d'arte, che vengono commissionate a grandi Maestri (Filippo Lippi, Giuliano da Sangallo, Mino da Fiesole), testimoniano il progresso culturale della citta.

XVI sec. Il Sacco del 1512, consumato dalle milizie spagnole, da un duro colpo all'economia di Prato.
XVII sec. Malgrado una certa evoluzione delle tecniche produttive, specialmente della tintura, e un periodo in cui il lanificio e in crisi.

XVIII sec. La politica economica del Granducato di Toscana, retto ora dai Lorena, facilita l'attivita tessile pratese. Viene costituita la Camera di Commercio che sostituisce le superate Corporazioni. Alla fine del secolo nasce il primo importante lanificio ad opera di Giovacchino Pacchiani e Vincenzo Mazzoni che producono berretti rossi alla levantina destinati al mercato del Medio Oriente. A favore del Lanificio il Granduca stabilisce (1788) un premio in denaro sui berretti spediti. E' il primo provvedimento incentivante l'esportazione a favore dei fabbricanti pratesi.

XIX sec. Giovan Battista Mazzoni, studioso e tecnico meccanico di grande valore, perfeziona le macchine di filatura e ne progetta di nuove. Grazie anche alla sua opera si cominciano a sentire gli effetti positivi della rivoluzione industriale, il cui evento determinante e quando, a meta del secolo, viene utilizzato il procedimento di rigenerazione dei ritagli di tessuti di sartoria, delle maglie e di indumenti usati. Questo materiale che proveniva da varie parti del mondo, veniva selezionato con cura e trasformato meccanicamente nella cosiddetta lana rigenerata che consentiva di produrre, anche miscelata con lana vergine, tessuti cardati di ogni tipo a prezzi competitivi. Questi prodotti conquistano i mercati mondiali e l'attivita tessile pratese progredisce in modo deciso e costante.

XX sec. Dagli anni Sessanta si assiste ad un sostanziale rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie e l'impiego di materie prime rigenerate si indirizza su materiali qualitativamente superiori, provenienti dal recupero di ritagli nuovi di confezionatura.
Parallelamente nel Distretto Tessile Pratese si verifica una consistente diversificazione produttiva verso articoli di alta qualita che prevedono l'impiego di fibre pregiate (lane vergini, cachemire, seta, lino, cotone, viscosa, microfibre, ecc.). Anche nel campo della maglieria Prato ha conquistato una posizione leader a livello mondiale. Da diversi anni i prodotti tessili pratesi vengono scelti dai grandi stilisti del "Made in Italy".

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Cosa mangiare

piatti tipici prato

Come tutta la cucina toscana, anche quella pratese e sobria, essenziale e gustosa!

Molte preparazioni sono una sapiente rielaborazione della cucina povera, retaggio di tempi in fondo non molto lontani in cui non ci si poteva permettere di sprecare niente. L'emblema classico del "piatto povero" toscano s'identifica con l'uso ingegnoso del pane raffermo. Non mancano pero le raffinatezze: non per nulla i Medici con la loro corte - che trascorsero nei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano anni di felice residenza - hanno lasciato il gusto per i piatti piu elaborati.....

Il piatto tipico per eccellenza e il sedano alla pratese, preparato con le costole piu tenere dell'ortaggio scottate in acqua, farcite con un impasto di norma composto da fegatini di pollo, polpa di vitello, tuorli d'uovo e spezie, fritte in abbondante olio ed infine affogate in un sugo di carne o pomodoro. Semplici e gustosi sono anche la classica pasta e fagioli, la farinata con il cavolo nero, i tortelli di patate, il coniglio rifatto, la minestra di pane e la ribollita, a base di carote, cavolo nero, fagioli, pane raffermo ed aromi vari. Legata alla tradizione e anche la lavorazione delle carni di maiale, tanto che gia nel 500 le salcicce di Prato erano il piatto tradizionale della Fiera.

Con i ritagli dell'animale appena macellato - guancia, animelle, interiora - si prepara il tipico tegamaccio, stufato di maiale insaporito col sangue della macellazione. Tra gli insaccati ricordiamo la finocchiona (salame preparato con carne suina macinata grossa a cui si aggiungono pezzetti di grasso e semi di finocchio), la capocchia (tipica mortadella di Prato), ed i gustosi prosciutti che ben accompagnano il pane senza sale di tradizione toscana ma particolarmente fragrante a Prato.
Con il pane si preparano i crostini con i fegatini, le ficattole (pasta di pane tagliata a losanghe e fritta) ed innumerevoli zuppe, dalla fresca panzanella, alla pappa al pomodoro, alle fette di pane con il cavolo nero, ma anche dolci come il succulento pan d'uva, semplice pasta di pane arricchita di uva nera.
Ogni pasto che si rispetti termina con i biscottini di Prato ( preparati con farina di grano, acqua, uova e mandorle dolci - nella foto sopra) inzuppati nel vinsanto. Meno noti ma altrettanto ghiotti sono i brutti - buoni (dolcetti alla pasta di mandorle), la torta mantovana (nella foto sopra), gli zuccherini di Vernio, gli amaretti di Carmignano, ed il rustico castagnaccio preparato con la farina di castagne.
Non c'e bisogno di ricordare che, entro i confini del vasto territorio, oltre ad un ottimo olio extra vergine d'oliva, si ricavano vini di ottima reputazione. I piu noti sono: il Carmignano DOCG, il Ruspo, il Pinot Nero ed il Vinsanto.

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