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Dai fidi tetti del villaggio i bravi alpini sono partiti mostran la forza ed il coraggio della lor salda gioventù sono dell’alpe i bei cadetti nella robusta giovinezza dai loro baldi e forti petti spira un’indomita fierezza rit: Oh, valore alpin difendi sempre la frontiera e la sul confin tien sempre alta la bandiera sentinella allerta per il suol nostro italiano dove amor sorride e più benigno irradia il sol Là fra le selve ed i burroni là fra le nebbie fredde ed il gelo piantan con forza i lor picconi ed il cammin si fa più breve risplenda il sol o scenda l’ora che reca in ciel l’oscurità il bravo alpin vigila ognora pronto a lanciar il chi valà rit: Oh, valore alpin difendi sempre la frontiera e la sul confin tien sempre alta la bandiera sentinella allerta per il suol nostro italiano dove amor sorride e più benigno irradia il sol | Oi barcarol del Brenta presteme la barchetta per andar in gondoletta sulla riva del mar andar in gondoletta sulla riva del mar Mi sì che te la presto basta che la ritorna se la barca se sprofonda non ve la presto più la barca se sprofonda non ve la presto più La barca è preparata cinta di rose e fiori ci son dentro i cacciatori del 7° alpin son dentro i cacciatori del 7° alpin Del 7° alpini del battaglion Cadore vi saluto belle more non vi vedrò mai più saluto belle more non vi vedrò mai più Ci rivedremo ancora forse da richiamati con gli zaini affardellati non ci vedremo più gli zaini affardellati non ci vedremo più La barca è ritornata cinta di rose e fiori ci son dentro i cacciatori del 7° Alpin son dentro i cacciatori del 7° Alpin | E Cadorna manda a dire Che si trova là sui confini Che ha bisogno delli alpini Per potersi avanzar La fanteria è troppo debole I bersaglieri sono mafiosi Ma gli alpini son valorosi Su pei monti a guerregiar Novantasette fatti coraggio Che le porte son bombardate Tra fucili e cannonate Anche l’Austria cederà Tra fucili e cannonate Anche l’Austria cederà |
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Di qua di là del Piave,ci sta un osteria Là c’è da bere e da mangiare ed un buon letto da riposar E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto Oi bella mora se vuoi venire questa è l’ora di far l’amor Mi sì che vegnaria per una volta sola Però ti prego lasciami stare che sono figlia da maritar Se sei da maritare dovevi dirlo prima Sei sempre stata coi vecchi alpini non sei figlia da maritar E dopo nove mesi è nato un bel bambino E dopo nove mesi è nato un bel bambino Sputava il latte beveva il vino ed era figlio di un vecio alpin Sputava il latte beveva il vino ed era figlio di un vecio alpin |
Bersagliere ha cento penne | E tu Austria non essere ardita | |
Bersagliere ha cento penne Ma l’alpino ne ha una sola Un po’ più lunga Un po’ più mora Sol l’alpin la può portar Quando scende la notte buia Tutti dormono laggiù alla pieve Ma con la faccia giù nella neve Sol l’alpin là può dormir Su pei monti vien giù la neve La tormenta dell’inverno Ma se venisse anche l’inferno Sol l’alpin può star lassù Se dall’alto dirupo cade Confortate i vostri cuori Perché se cade in mezzo ai fiori Non gli importa di morir Perché se cade in mezzo ai fiori Non gli importa di morir | E tu Austria non essere ardita Di varcare d’Italia i confini Che sulle Alpi ci sono gli Alpini Che su per aria ti fanno saltare E tu Austria che sei la più forte Fatti avanti se hai del coraggio E se la Bufa ti lascia il passaggio Noi altri Alpini fermarti sapremo Varcheremo le mura di Trento Coi fucili per ben caricati E di rinforzo ci sta i richiamati Tutto per aria faremo saltar Al comando dei nostri ufficiali Caricheremo cartuccia mitraglia E se per sbaglio il colpo si sbaglia La baionetta faremo brillar | Non ti ricordi quel mese d’Aprile quel lungo treno che andava ai confini e trasportavano migliaia di alpini su su correte è l’ora di partir Dopo tre giorni di strada ferrata ed altri due di lungo cammino Siamo arrivati sul monte Canino a ciel sereno ci tocca riposar Non più coperte lenzuola cuscini non più l’ebrezza dei suoi caldi baci solo si sentiva gli uccelli rapaci e la tormenta e il rombo del cannon Se avete fame guardate lontano se avete sete la tazza alla mano se avete sete la tazza alla mano che ci rinfresca la neve ci sarà Se avete sete la tazza alla mano (Rit.) che ci rinfresca la neve ci sarà |
| | Sul cappello che noi portiam | |
Sui monti e sui mar per le strade del ciel lanciamo in alto la sfida ideal. Lungo sarà il cammino ma con coraggio e con ardor, lanciamo i nostri cuori nella battaglia ancor. La pioggia ci bagna ci arde alto il sol d’inverno il gelo ci morde aspro il cuor. Ma saldi nel periglio vita pro patria exponemus e la divisa nostra è segno del valor In aspri cimenti la forza noi tempriam tra rischi immortali la nostra via seguiam. Ma in faccia al mondo vile splende la sfida del valor. Avanti o Fucilieri, avanti avanti ancor. Avanti o fucilieri, avanti avanti ancor | Sul cappello che noi portiamo C’è una lunga penna nera Che a noi serve da bandiera Su pei monti a guerreggiar. Oilàlà Su pei monti che noi saremo coglieremo le stelle alpine per donarle alle bambine, farle piangere e sospirar. Oilàlà Su pei monti che noi saremo Pianteremo l’accampamento, brinderemo al reggimento: Viva il corpo degli Alpin! Oilàlà Su pei monti che noi saremo Pianteremo il tricolore. O Trentino del mio cuore ti verremo a liberar. Oilàlà Evviva evviva,il reggimento Evviva evviva,il corpo degli Alpin. Evviva evviva,il reggimento Evviva evviva,il corpo degli Alpin | E sul Cervino c’è una slavina L’è la rovina di noi Alpin. E se son pallida nei miei colori Non voglio dottori,non voglio dottori E se son pallida come una strassa Vinassa,vinassa e fiaschi de vin. Sul monte Rosa c’è una colonna L’è la madonna di noi Alpin. E se son pallida nei miei colori Non voglio dottori,non voglio dottori E se son pallida come una strassa Vinassa,vinassa e fiaschi de vin. E in fondo valle c’è una osteria L’è l’allegria di noi Alpin. E se son pallida nei miei colori Non voglio dottori,non voglio dottori E se son pallida come una strassa Vinassa,vinassa e fiaschi de vin. Là nella valle c’è la Rosina L’è la rovina di noi Alpin E se son pallida nei miei colori Non voglio dottori,non voglio dottori E se son pallida come una strassa Vinassa,vinassa e fiaschi de vin. |
Sulla strada del Monte Pasubio | | E la nave s’accosta pian piano |
Sulla strada del Monte Pasubio Bom borombom. Lenta sale una lunga colonna Bom borombom. L'è la marcia di chi non torna di chi si ferma a morir lassù. Ma gli Alpini non hanno paura Bom borombom. Sulla cima del Monte Pasubio Bom borombom Soto i enti che ze 'na miniera Bom borombom. Son gli Alpini che scava e che spera di tornare a trovar l'amor. Ma gli Alpini non hanno paura Bom borombom. Sulla strada del Monte Pasubio Bom borombom è rimasta soltanto una croce Bom borombom. Non si sente mai più una voce, ma solo il vento che bacia i fior. Ma gli Alpini non hanno paura Bom borombom, bom borombom, bomborombà. | La tradotta che parte da Torino a Milano non si ferma più, ma la va diretta al Piave, cimitero della gioventù. Siam partiti siam partiti in ventisette, solo in cinque siam tornati qua, e gli altri ventidue son morti tutti a San Donà. A Nervesa a Nervesa c'è una croce, mio fratello l'è disteso là, io ci ho scritto su "Ninetto" che la Mamma lo ritroverà. Cara suora cara suora son ferito, a domani non ci arrivo più; se non c'è qui la mia mamma, un bel fiore me lo porti tu. | E la nave s’accosta pian piano, salutando Italia sei bella; nel vederti mi sembri una stella, oh morosa ti debbo lasciar. Allora il capitano m’allungò la mano sopra il bastimento, mi vuol salutare, e poi mi disse: i Turchi son là. E difatti si videro spuntare, le nostre trombe si misero a suonare, le nostre penne al vento volavano tra la bufera ed il rombo del cannon. E a colpi disperati, mezzi massacrati dalle baionette, i Turchi scappavano gridando: Alpini, abbiate pietà. Sulle dune coperte di sabbia i nostri Alpini, oh Italia, morivano, ma nelle veglie ancor ti sognavano con la morosa, la mamma nel cuor. E col fucile in spalla, baionetta in canna, sono ben armato, paura non ho, quando avrò vinto ritornerò! |
| | | Ti ricordi la sera dei baci |
Fra le rocce, il vento, la neve, siam costretti la notte a vegliar. Il nemico crudele e rabbioso lui cerca sempre il mio petto colpir. Genitori, piangete, piangete, vostro figlio è morto da eroe. Vostro figlio è morto da eroe su l’aspre cime del Monte Cauriol. Il suo sangue l’ha dato all’Italia, il suo spirto ai fiaschi de vin. Faremo fare un gran passaporto, o vivo o morto dovrà ritornar! | Tranta sold, son pas dui lire tranta sold, tranta sold son pas dui lire. Tranta sold, son pas dui lire e dui lir’ e dui lir’ son dui franchin, dui franchin! Me pare l’ha vendù ‘l boeu, me mare l’ha vendù ‘l crin per fem’ andè, per fem’ andè. Me pare l’ha vendù ‘l boeu, me mare l’ha vendù ‘l crin per fem’ andè ‘nt ‘i Alpin, ‘nt ‘i Alpin! Me pare l’è bourgheis, mi son carià de’ speis, per poudei andè, per poudei andè. Me pare l’è bourgheis, mi son carià de’ speis, per poudei andè ‘nt ‘i Alpin, ‘nt ‘i Alpin! | Ti ricordi la sera dei baci che mi davi stringendomi al sen; mi dicevi: sei bella, mi piaci, sulla terra sei fatta per me! Mi promise ‘sta Pasqua sposarmi ma il destino non volle così, bell’Alpino che avevi vent’anni nel Trentino sei andato a morir. Ragazzette che fate all’amore, non piangete, non state a soffrir; non c’è al mondo più grande dolore che vedere un alpino morir. |
| | Dove sei stato mio bell’Alpino | Mamma mia vienimi incontro |
Oi cara mamma i baldi Alpin van via; i baldi Alpin van via e non ritornan più; oi si si cara mamma no senza Alpini come farò? Guarda la luna come la cammina, e la scavalca i monti come noialtri Alpin; oi si si cara mamma no senza Alpini come farò? Guarda le stelle come sono belle; son come le sorelle di noialtri Alpin; oi si si cara mamma no senza Alpini come farò? Guarda la neve, come scende lieve: la lunga penna nera la si imbiancherà; Ohi, si si cara mamma - no senza alpini come farò? Guarda il sole come splende in cielo; la lunga penna nera la si riscalderà; oi si si cara mamma no senza Alpini come farò? | La Celestina in cameretta che ricama rose e fiori. Vieni da basso o Celestina ch’è rivà il tuo primo amore. Se l’è rivato, lassè ch’el riva, mi son pronta a far l’amor. Dove sei stato mio bell’Alpino che ti ha cambià colore? L’è stata l’aria dell’Ortigara che mi ha cambià colore. Sul Monte Nero c’è una tormenta che mi ha cambià colore. Là sul Pasubio c’è un barilotto che mi ha cambià colore. E’ stato il fumo della mitraglia che mi ha cambià colore. Ma i tuoi colori ritorneranno questa sera a far l’amore. | Mamma mia vienimi incontro, vienmi incontro a braccia aperte: io ti conterò le storie che nell’Africa passò. Era il sei del triste maggio ed a Massaua siam disbarcati, noialtri Alpini siamo andati in Abissinia a guerreggiar. Maledette quelle contrade, quei sentieri polverosi: sia d’inverno, sia d’estate qua si crepa dal calor. Baldissera manda a dire che il nemico è sui confini: c’è bisogno degli Alpini per poterli liberar. Appena messo piede a terra abbiam sentito la triste storia che gli Alpini con grande gloria sono morti a crociat-et. Se avrem finite le cartucce che n’abbiam centosessanta combatteremo all’arma bianca e grideremo Viva il Re! Viva il Re e la Regina, la pagnotta e la cinquina, Menelick dall’Abissinia lo vogliamo discacciar. Lo vogliamo discacciare al di là dei suoi confini e davanti a noi Alpini non gli resta che fuggir! |
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Di qua, di là del Piave ci sta un’osteria. Là c’è da bere e da mangiare ed un buon letto da riposar. E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto. Oi bella mora se vuoi venire, questa è l’ora di far l’amor. Mi si che vegnaria per una volta sola. Però ti prego lasciami stare che son figlia da maritar. Se sei da maritare dovevi dirlo prima. Sei sempre stata coi vecchi Alpini, non sei figlia da maritar. E dopo nove mesi è nato un bel bambino. Sputava il latte, beveva il vino, l’era figlio d’un vecchio Alpin. |
| Spunta l’alba del sedici giugno, comincia il fuoco l’artiglieria, il terzo Alpini è sulla via Monte Nero a conquistar. Monte Nero, Monte Nero traditor della Patria mia, ho lasciato la casa mia per venirti a conquistar. Per venirti a conquistare abbiam perduto tanti compagni, tutti giovani sui vent’anni, la sua vita non torna più. Il Colonnello che piangeva a veder tanto macello: fatti coraggio Alpino bello che l’onore sarà per te. Arrivati a trenta metri dal costone trincerato, con assalto disperato il nemico fu prigionier. |
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Figli di nessuno, che noi siam… fra le rocce noi viviam, ci disprezza ognuno perché laceri noi siam. Ma se troviamo uno che ci sappia comandar e dominar, figli di nessuno che noi siam anche a digiuno sappiam marciar. Siamo nati chissà quando, chissà dove, allevati dalla pura carità; senza padre senza madre, senza un nome noi viviamo come uccelli in libertà. Ma se troviamo uno che ci sappia comandar e dominar, figli di nessuno che noi siam anche a digiuno sappiam marciar. Noi viviamo fra i boschi sugli alti monti e dagli aquilotti ci facciamo ammirar. Ma se troviamo uno che ci sappia comandar e dominar, figli di nessuno che noi siam anche a digiuno sappiam marciar. Le ragazze d’oggi son smorfiose, cercan tizio, cercan caio mille cose in quantità. Ma se troviamo uno che ci sappia comandar e dominar, figli di nessuno che noi siam anche a digiuno sappiam marciar |
| Eccole che le riva ste bele moscardine, son fresche e verdoline colori no ghe na. Colori no ghe nemo ne manco gh’en serchemo, ma un canto noi faremo al Ponte di Bassan. Sul Ponte di Bassano là ci darem la mano, noi ci darem la mano ed un bacin d’amor. Per un bacin d’amore successer tanti guai, non lo credevo mai doverti abbandonar. Doverti abbandonare volerti tanto bene, è un giro di catene che m’incatena il cuor. Che m’incatena il cuore, che m’incatena i fianchi, in mona tutti quanti quelli che mi vol mal. |